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Relazione tra geni e proteine

1909

Arcibald Garrod teorizzò che i geni determinassero i fenotipi attraverso l'azione degli enzimi.

Esperimento di Griffith

1928

Mescolava batteri patogeni morti con batteri innocui vivi, notando che alcuni si trasformavano nella forma patogena.

Il contributo di Avery all'esperimento di Griffith

1944

Riuscì a determinare che il fattore trasformante era il DNA.

Esperimento di Hershey e Chase

1952

Confermano che è il DNA il materiale genetico del virus T-2 che infetta il batterio "escherichia coli"

Cristallografia a raggi-x

1952

Watson e Crick dedussero che la forma del DNA era un'elica con un diametro costante di due nanometri, lungo la quale vengono a disporsi l'una sopra l'altra, distanziate di circa 1\3 di nanometro, le basi azotate

Rosalind Franklin

1952

Ha contribuito all'esperimento di Watson e Crick facendo una foto alla cristallografia del DNA

Dogma centrale della biologia molecolare

1956

Crick riassume la serie di istruzioni del trasferimento del DNA contenuto nel nucleo di una cellula a una molecola di RNA. (tradotta con la sintesi della proteina nel citoplasma) Le due fasi del processo sono trascrizione e traduzione

Gene-un polipeptide

1958

Trattando un ceppo di muffa (neurospora crassa) a raggi-x, Beadle e Tatum ottennero alcuni ceppi non in grado di crescere in un mezzo di coltura privo di amminoacidi, al contrario del ceppo selvatico. Dimostrarono quindi che ogni mutante era privo di un singolo gene da cui formularono la loro ipotesi: un gene-un enzima secondo la quale il compito di un gene è quello di contenere informazioni atte alla produzione di uno specifico enzima. Fu così che vinsero il premio nobel per la medicina.