Ucronia

Realtà

Luigi XVI sale al al trono

10 Maggio 1774

Il ventenne Louis-Auguste sale al trono di Francia con il nome di Luigi XVI.

Luigi XVI nasce a Versailles il 23 agosto 1754 dal delfino di Francia, il principe Luigi, e da Maria Giuseppina di Sassonia. Il nonno è il re Luigi XV, che il piccolo Luigi nel 1774 sostituirà sul trono di Francia. L'infanzia trascorre serena attraverso i cerimoniali di corte e l'istruzione dovuta ad un bambino del suo rango.
Il padre muore nel 1765 quando Luigi ha undici anni e nove anni dopo muore anche il nonno. Luigi ha vent'anni quando sposa Maria Antonietta d'Austria con la quale instaura un rapporto non facile, dovuto al suo disinteresse e alla sua apatia, che ne mostrano subito la fiacchezza di carattere. Il suo compito, delicato e complesso, in un'epoca di crisi economica lo mette di fronte a difficili decisioni che spesso non riesce a prendere.

Nomina di Turgot

Agosto 1774

Il Re Luigi XVI nomina Controllore generale delle Finanze il fisiocratico A.R.J.Turgot.

Anne-Robert-Jacques Turgot (1727-1781) è stato un economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico. Nell'agosto 1761 venne eletto intendente della genéralité di Limoges, che comprendeva alcune delle zone più subissate dalle tasse e le più povere di tutta la Francia. Poiché era seguace delle teorie economiche di Quesnay, cercò di applicarne i principi in queste province. La sua prima iniziativa fu istituire un nuovo catasto della regione, con lo scopo di stabilire una più equa tassazione, ottenendo una sostanziale riduzione fiscale della provincia. Una sua ulteriore riforma fu l'eliminazione dell'istituto della corvée con una tassa in moneta imposta su tutta la provincia, i cui ricavi vennero utilizzati per la costruzione e la manutenzione delle strade, permettendo così il progresso di vie di comunicazione che potessero incrementare il traffico di merci. Dal 20 luglio 1774 al 12 maggio 1776 fu Controllore generale delle Finanze durante il regno di Luigi XVI.
Dopo il ritiro dalla vita pubblica, si dedicò ai suoi studi e morì nel 1781.

Fisiocrazia:
La fisiocrazia è una dottrina economica che si affermò in Francia verso la metà del XVIII secolo, principalmente nel triennio 1756 - 1758, in chiara opposizione al mercantilismo e con lo scopo di risollevare le sorti delle scarse finanze francesi.
La dottrina fisiocratica si basava sulle opere del medico ed economista François Quesnay, che scrisse nell'Encyclopédie le due voci "Fittavolo" e "Grani"; il suo Tableau économique (1758) costituì la base della dottrina.

Rimostranze da parte della Corte degli Ausili

Settembre 1774

Vengono presentate al Re rimostranze da parte della Corte degli Ausili di Parigi (Presidente Malesherbes) sugli abusi della nobiltà terriera e dei férmiers.

Presidente Malesherbes:
Guillaume-Chrétien de Lamoignon de Malesherbes (1721-1794) è stato un giurista e politico francese.
Nato da un'importante famiglia della nobiltà di toga, fu nominato sostituto del procuratore generale del parlamento di Parigi nel 1741. Successivamente diventò consigliere nel 1744, primo presidente della Corte degli ausili di Parigi e direttore della Biblioteca, cioè responsabile della censura reale sulle stampe, posizione di cui si servì per sostenere l′Encyclopédie.
Quando nel 1771 il Re Luigi XV soppresse i Parlamenti, per solidarietà con i suoi colleghi Malesherbes scrisse una protesta, per cui fu esiliato da Parigi. Dopo la morte di Luigi XV divenne segretario di stato alla Maison du roi. Il suo ingresso al ministero, con quello di Turgot, suscitò l'entusiasmo dell'opinione liberale, ma rapidamente sopravvenne la disillusione.
Malesherbes, in seguito alla caduta del suo amico Turgot, diede le dimissioni.
La Convenzione si ricordò di lui in pieno Terrore: fu incarcerato con la famiglia e ghigliottinato il 22 aprile 1794.

Il Re ignora le rimostranze

Ottobre 1774

IL RE IGNORA LE RIMOSTRANZE DI MALESHERBES E REVOCA QUALCHE RIFORMA DI TURGOT, MA LO MANTIENE COME CONTROLLORE DELLE FINANZE.

Il Re deve decidere se convocare il Parlamento

Novembre 1774

ALCUNI CONSIGLIERI SOLLECITANO IL RE A CONVOCARE IL PARLAMENTO DI PARIGI.

Luigi XVI convoca il Parlamento

Novembre 1774

LUIGI XVI, PERSUASO DA QUALCHE CONSIGLIERE, CONVOCA IL PARLAMENTO DI PARIGI.

I Parlamenti nell'Antico Regime.
I Parlamenti, in Francia, erano antiche istituzioni giudiziarie, tribunali regi che giudicavano cause di particolare rilevanza e registravano gli editti del sovrano.
Luigi XIV aveva tolto loro ogni potere, ma dopo la morte del grande re, durante la reggenza di Filippo d'Orléans (1715-23), essi riacquisirono il diritto di avanzare rimostranze prima di registrare atti che non condividessero. Il re Luigi XV li aveva sciolti nuovamente nel 1771 e non erano più stati riconvocati fino alla sua morte, nel 1774.
Il loro parere era solo consultivo e il re poteva comunque imporre la propria volontà convocando particolari sedute del parlamento di Parigi (chiamate Lit de justice), ma di fatto i Parlamenti, nella seconda metà del secolo, tesero a trasformare le loro prerogative da giudiziarie in politiche, rivendicando in sostanza il diritto di giudicare la legittimità degli editti regi.
I tredici parlamenti (quello, potentissimo, di Parigi più i dodici provinciali), unitamente alle altre magistrature sovrane, costituivano un forte gruppo di pressione, formato in gran parte da una nobiltà di toga decisissima a difendere i propri privilegi fiscali e di ceto (come l'ereditarietà della carica).

Prime riforme di Turgot

Novembre 1774

PRIME RIFORME DI TURGOT: RIDUZIONE DELLE SPESE DEI MINISTERI, ABOLIZIONE DELLA “TAGLIA”, MAGGIORI CONTROLLI SULLA FERME GÉNÉRALE, LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO DEI GRANI.

Il debito pubblico nella Francia dell’Antico Regime :
Nel 1715, alla morte del Re Sole, le spese dello Stato si aggirano intorno ai 147 milioni, ma il debito pubblico supera l'enorme cifra di 1200 milioni, pari forse a due intere annate di reddito nazionale, a 8-10 anni di entrate. Sulla carta la Monarchia e la corte inghiottono poco più di 7 milioni e mezzo, ma anche le altre voci della pubblica spesa sono molto elevate.
Intorno agli anni '50 il deficit denunciato è di 30 milioni e la Guerra dei Sette anni fa salire il disavanzo a 130 milioni.
Per evitare la catastrofe si ricorre al prestito, alla riduzione forzata del debito pubblico, alla vendita di cariche e a tutta la forza dello Stato per appesantire la pressione fiscale. Si tratta però di misure caotiche, che allontanano solo il pericolo, suscitando malessere e gravando sul buon andamento dell'economia.

Le imposte in Francia durante l’Antico Regime
Un intrico di tributi e diritti di prelievo (reali, signorili, ecclesiastici) gravava sui sudditi francesi, soprattutto sui contadini.
I principali erano i seguenti.
• Imposte reali
- Aides: imposte indirette prelevate sui consumi
- Capitazione: imposta diretta individuale in base ai redditi. Il clero ne era esente dietro pagamento di una somma forfettaria
- Centesimo: tassa sulle transazioni economiche, pari a l l ' 1% del valore delle stesse
- Corvée reale: obbligo per le comunità di effettuare lavori sulle strade del regno
- Feudo franco: diritto dovuto al re dai non nobili per acquisto o successione ereditaria di terre classificate come nobiliari
- Gabella: imposta sul sale, molto variabile da provincia a provincia
- Taglia: imposta diretta dovuta dalle famiglie di coltivatori non nobili
- Ventesimo: imposta reale su tutti i redditi, creata nel 1749. Il clero ne era esente dietro pagamento di una somma forfettaria
• Imposte signorili
- Bannalità: diritti signorili sull'uso di mulini, forni e altri monopoli
- Censi: rendite feudali annuali dovute al signore dal vassallo proprietario
- Champart: diritto in natura sui raccolti
- Corvée signorile: obbligo di prestazioni di lavoro a vantaggio del signore
- Laudemio [Lods et vents): diritto signorile sulla compravendita di terre (tra 8 e 1 6% del valore)
• Imposte ecclesiastiche
- Decima: parte variabile del raccolto (solitamente un decimo) dovuta alla Chiesa per le funzioni di culto svolte in ciascuna parrocchia.

Guerra delle farine

Aprile 1775

GLI SCARSI RACCOLTI PROVOCANO SOMMOSSE POPOLARI CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO DEI GRANI (“GUERRA DELLE FARINE”).

Nuove riforme di Turgot

Giugno 1775 - Settembre 1775

NUOVE RIFORME DI TURGOT: RIDUZIONE DELLE SPESE DI CORTE, CONTROLLO DEI CONTRATTI DI APPALTO PER LA RISCOSSIONE DELLE TASSE, RIDUZIONE DELLE CORVÉES SIGNORILI.

Richieste da parte del Parlamento

Luglio 1775

IL PARLAMENTO CHIEDE IL CALO DEL PREZZO DEL PANE; IL RE CEDE, ANCHE SE TURGOT È CONTRARIO.

Proteste a Corte

Ottobre 1775

SI LEVANO PROTESTE A CORTE (PARTITO DELLA REGINA) E IN PARLAMENTO.

Due nuovi Editti di Turgot

Gennaio 1776

TURGOT PRESENTA DUE NUOVI EDITTI: UNO SULLA SOSTITUZIONE DELLA CORVÉE REALE CON UNA IMPOSTA FONDIARIA; L’ALTRO SULLA SOPPRESSIONE DELLE CORPORAZIONI.

Le corporazioni nell’Antico Regime:
Le corporazioni erano speciali organismi caratterizzati dall’associazione di più persone, aventi l’interesse ad esplicare in comune la loro attività per il raggiungimento di propri fini.
Ogni corporazione raggruppava parecchie professioni, più o meno direttamente collegate le une alle altre. La direzione era affidata alla Jurande, composta da alcuni maestri scelti dai loro confratelli e denominati syndics o balì. Essi duravano in carica un anno e giuravano di prestare osservanza allo statuto della corporazione e di adempiere il loro operato nell’interesse dei confratelli. Esercitavano un potere disciplinare generale su tutti i membri della corporazione ed avevano la rappresentanza processuale dell’organismo.
Ogni corporazione aveva uno statuto del lavoro e uno statuto della produzione. Il primo stabiliva gli orari di apertura delle botteghe, le ore di lavoro (generalmente dieci al giorno), i riposi festivi (frequentissimi) ed i salari. Il secondo stabiliva la qualità delle materie prime da utilizzare, il numero ed il tipo di utensili di cui servirsi, nonché la specificazione delle merci prodotte. L’osservanza di queste disposizioni era garantita dai syndics e dal pubblico, che in qualunque momento poteva denunciare la minima irregolarità.

Rimostranze da parte del Parlamento

Febbraio 1776

IL PARLAMENTO, RICEVUTI GLI EDITTI, PRESENTA RIPETUTE RIMOSTRANZE.

Il Re registra i due editti in Lit de justice.

12 Marzo 1776

IL RE REGISTRA I DUE EDITTI IN LIT DE JUSTICE.

Lit de Justice:
Anne-Robert-Jacques Turgot (1727-1781) è stato un economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico. Nell'agosto 1761 venne eletto intendente della genéralité di Limoges, che comprendeva alcune delle zone più subissate dalle tasse e le più povere di tutta la Francia. Poiché era seguace delle teorie economiche di Quesnay, cercò di applicarne i principi in queste province. La sua prima iniziativa fu istituire un nuovo catasto della regione, con lo scopo di stabilire una più equa tassazione, ottenendo una sostanziale riduzione fiscale della provincia. Una sua ulteriore riforma fu l'eliminazione dell'istituto della corvée con una tassa in moneta imposta su tutta la provincia, i cui ricavi vennero utilizzati per la costruzione e la manutenzione delle strade, permettendo così il progresso di vie di comunicazione che potessero incrementare il traffico di merci. Dal 20 luglio 1774 al 12 maggio 1776 fu Controllore generale delle Finanze durante il regno di Luigi XVI.
Dopo il ritiro dalla vita pubblica, si dedicò ai suoi studi e morì nel 1781.

Scoppiano violenti proteste

Aprile 1776

SCOPPIANO VIOLENTE PROTESTE DA PARTE DI NOBILI, CLERO E BORGHESIA CITTADINA.

Licenziamento di Turgot

Maggio 1776

IL RE REVOCA GLI EDITTI E LICENZIA TURGOT.

Riforme da parte di vari Controllori delle Finanze

1777 - 1788

CI SONO TENTATIVI DI RIFORME DA PARTE DI VARI CONTROLLORI DELLE FINANZE (NECKER, CALONNE BRIENNE, ANCORA NECKER), TUTTI CON ESITI FALLIMENTARI PER LE RESISTENZE DEI CETI PRIVILEGIATI.

Aiuti militari alle colonie americane

1778

IL CONSIGLIO DEL RE DECIDE DI PRESTARE AIUTI MILITARI ALLE COLONIE AMERICANE IN GUERRA CONTRO L’INGHILTERRA.

Indipendenza Americana

17 Ottobre 1781

VITTORIA DEI COLONI A YORKTOWN, CON L’AIUTO DEI FRANCESI: INDIPENDENZA AMERICANA.

Convocazione degli stati generali

1789

CONVOCAZIONE DEGLI STATI GENERALI
PRESA DELLA BASTIGLIA
ABOLIZIONE DELLE FEUDALITÀ DA PARTE DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE
PRIMA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO
RIFORMA AMMINISTRATIVA DEL REGNO
IMPOSTA FONDIARIA UNICA
ELEZIONI DEL PARLAMENTO (A SUFFRAGIO RISTRETTO)

Gli stati generali:
Nel Regno di Francia prima della Rivoluzione, gli Stati generali erano l’assemblea generale dei rappresentanti dei tre ordini o Stati (clero, nobiltà e ‘terzo Stato’). Furono convocati per la prima volta dal re Filippo il Bello il 10 aprile 1302 nella chiesa di Notre-Dame a Parigi. Le elezioni dei rappresentanti agli Stati generali procedevano attraverso una prima designazione di elettori locali (mediante gli Stati provinciali), i quali si riunivano nel capoluogo, elaboravano i cahiers de doléances (quaderni nei quali erano raccolte, per ciascun ordine, le lamentele e i voti da presentare al sovrano) ed eleggevano i deputati all’assemblea generale. Durante la convocazione, i tre ordini si riunivano separatamente per redigere un cahier unico basato su quelli provinciali e un solo deputato per ogni stato parlava nell’assemblea generale e nell’ordine: clero, nobiltà e terzo stato. Gli Stati poi si scioglievano senza attendere la risposta del governo del re.

Tentativo di fuga di Luigi XVI

1791

TENTATIVO DI FUGA ALL’ESTERO DEL RE
CATTURA E DESTITUZIONE DEL RE
DICHIARAZIONE DI GUERRA CONTRO L’AUSTRIA

Caduta della monarchia di Francia

1792

CADUTA DELLA MONARCHIA IN FRANCIA
L’ANNO SUCCESSIVO IL RE VIENE GHIGLIOTTINATO.

Ucronia

Luigi XVI sale al al trono

10 Maggio 1774

IL VENTENNE LOUIS-AUGUSTE SALE AL TRONO DI FRANCIA CON IL NOME DI LUIGI XVI.

Luigi XVI nasce a Versailles il 23 agosto 1754 dal delfino di Francia, il principe Luigi, e da Maria Giuseppina di Sassonia. Il nonno è il re Luigi XV, che il piccolo Luigi nel 1774 sostituirà sul trono di Francia. L'infanzia trascorre serena attraverso i cerimoniali di corte e l'istruzione dovuta ad un bambino del suo rango.
Il padre muore nel 1765 quando Luigi ha undici anni e nove anni dopo muore anche il nonno. Luigi ha vent'anni quando sposa Maria Antonietta d'Austria con la quale instaura un rapporto non facile, dovuto al suo disinteresse e alla sua apatia, che ne mostrano subito la fiacchezza di carattere. Il suo compito, delicato e complesso, in un'epoca di crisi economica lo mette di fronte a difficili decisioni che spesso non riesce a prendere.

Nomina di Turgot

Agosto 1774

IL RE LUIGI XVI NOMINA CONTROLLORE GENERALE DELLE FINANZE IL FISIOCRATICO A.R.J. TURGOT.

Anne-Robert-Jacques Turgot (1727-1781) è stato un economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico. Nell'agosto 1761 venne eletto intendente della genéralité di Limoges, che comprendeva alcune delle zone più subissate dalle tasse e le più povere di tutta la Francia. Poiché era seguace delle teorie economiche di Quesnay, cercò di applicarne i principi in queste province. La sua prima iniziativa fu istituire un nuovo catasto della regione, con lo scopo di stabilire una più equa tassazione, ottenendo una sostanziale riduzione fiscale della provincia. Una sua ulteriore riforma fu l'eliminazione dell'istituto della corvée con una tassa in moneta imposta su tutta la provincia, i cui ricavi vennero utilizzati per la costruzione e la manutenzione delle strade, permettendo così il progresso di vie di comunicazione che potessero incrementare il traffico di merci. Dal 20 luglio 1774 al 12 maggio 1776 fu Controllore generale delle Finanze durante il regno di Luigi XVI.
Dopo il ritiro dalla vita pubblica, si dedicò ai suoi studi e morì nel 1781.

Fisiocrazia:
La fisiocrazia è una dottrina economica che si affermò in Francia verso la metà del XVIII secolo, principalmente nel triennio 1756 - 1758, in chiara opposizione al mercantilismo e con lo scopo di risollevare le sorti delle scarse finanze francesi.
La dottrina fisiocratica si basava sulle opere del medico ed economista François Quesnay, che scrisse nell'Encyclopédie le due voci "Fittavolo" e "Grani"; il suo Tableau économique (1758) costituì la base della dottrina.

Rimostranze da parte della Corte degli Ausili

Settembre 1774

VENGONO PRESENTATE AL RE RIMOSTRANZE DA PARTE DELLA CORTE DEGLI AUSILI DI PARIGI (PRESIDENTE MALESHERBES) SUGLI ABUSI DELLA NOBILTÀ TERRIERA E DEI FÉRMIERS.

Presidente Malesherbes:
Guillaume-Chrétien de Lamoignon de Malesherbes (1721-1794) è stato un giurista e politico francese.
Nato da un'importante famiglia della nobiltà di toga, fu nominato sostituto del procuratore generale del parlamento di Parigi nel 1741. Successivamente diventò consigliere nel 1744, primo presidente della Corte degli ausili di Parigi e direttore della Biblioteca, cioè responsabile della censura reale sulle stampe, posizione di cui si servì per sostenere l′Encyclopédie.
Quando nel 1771 il Re Luigi XV soppresse i Parlamenti, per solidarietà con i suoi colleghi Malesherbes scrisse una protesta, per cui fu esiliato da Parigi. Dopo la morte di Luigi XV divenne segretario di stato alla Maison du roi. Il suo ingresso al ministero, con quello di Turgot, suscitò l'entusiasmo dell'opinione liberale, ma rapidamente sopravvenne la disillusione.
Malesherbes, in seguito alla caduta del suo amico Turgot, diede le dimissioni.
La Convenzione si ricordò di lui in pieno Terrore: fu incarcerato con la famiglia e ghigliottinato il 22 aprile 1794.

Il Re ignora le rimostranze

Ottobre 1774

IL RE IGNORA LE RIMOSTRANZE DI MALESHERBES E REVOCA QUALCHE RIFORMA DI TURGOT, MA LO MANTIENE COME CONTROLLORE DELLE FINANZE.

Luigi XVI non convoca il Parlamento

Novembre 1774

LUIGI XVI SI RIFIUTA DI CONVOCARE IL PARLAMENTO DI PARIGI, NONOSTANTE LE INSISTENZE DI ALCUNI SUOI CONSIGLIERI.

Il Re deve decidere se convocare il Parlamento

Novembre 1774

ALCUNI CONSIGLIERI SOLLECITANO IL RE A CONVOCARE IL PARLAMENTO DI PARIGI.

Prime riforme di Turgot

Novembre 1774

PRIME RIFORME DI TURGOT: RIDUZIONE DELLE SPESE DEI MINISTERI, ABOLIZIONE DELLA “TAGLIA”, MAGGIORI CONTROLLI SULLA FERME GÉNÉRALE, LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO DEI GRANI.

Il debito pubblico nella Francia dell’Antico Regime :
Nel 1715, alla morte del Re Sole, le spese dello Stato si aggirano intorno ai 147 milioni, ma il debito pubblico supera l'enorme cifra di 1200 milioni, pari forse a due intere annate di reddito nazionale, a 8-10 anni di entrate. Sulla carta la Monarchia e la corte inghiottono poco più di 7 milioni e mezzo, ma anche le altre voci della pubblica spesa sono molto elevate.
Intorno agli anni '50 il deficit denunciato è di 30 milioni e la Guerra dei Sette anni fa salire il disavanzo a 130 milioni.
Per evitare la catastrofe si ricorre al prestito, alla riduzione forzata del debito pubblico, alla vendita di cariche e a tutta la forza dello Stato per appesantire la pressione fiscale. Si tratta però di misure caotiche, che allontanano solo il pericolo, suscitando malessere e gravando sul buon andamento dell'economia.

Le imposte in Francia durante l’Antico Regime
Un intrico di tributi e diritti di prelievo (reali, signorili, ecclesiastici) gravava sui sudditi francesi, soprattutto sui contadini.
I principali erano i seguenti.
• Imposte reali
- Aides: imposte indirette prelevate sui consumi
- Capitazione: imposta diretta individuale in base ai redditi. Il clero ne era esente dietro pagamento di una somma forfettaria
- Centesimo: tassa sulle transazioni economiche, pari a l l ' 1% del valore delle stesse
- Corvée reale: obbligo per le comunità di effettuare lavori sulle strade del regno
- Feudo franco: diritto dovuto al re dai non nobili per acquisto o successione ereditaria di terre classificate come nobiliari
- Gabella: imposta sul sale, molto variabile da provincia a provincia
- Taglia: imposta diretta dovuta dalle famiglie di coltivatori non nobili
- Ventesimo: imposta reale su tutti i redditi, creata nel 1749. Il clero ne era esente dietro pagamento di una somma forfettaria
• Imposte signorili
- Bannalità: diritti signorili sull'uso di mulini, forni e altri monopoli
- Censi: rendite feudali annuali dovute al signore dal vassallo proprietario
- Champart: diritto in natura sui raccolti
- Corvée signorile: obbligo di prestazioni di lavoro a vantaggio del signore
- Laudemio [Lods et vents): diritto signorile sulla compravendita di terre (tra 8 e 1 6% del valore)
• Imposte ecclesiastiche
- Decima: parte variabile del raccolto (solitamente un decimo) dovuta alla Chiesa per le funzioni di culto svolte in ciascuna parrocchia.

Riforma sulla Ferme générale

Gennaio 1775

IL RE ORDINA A TURGOT DI VARARE UNA RIFORMA DELLA FERME GÉNÉRALE.

La riscossione delle tasse nell’Antico Regime:
L'esercito di amministratori preposto alla riscossione delle imposte dirette era costituito da 34 uffici di finanza, 32 tribunali di elezione, 450 ricevitori generali e 31 intendenti, che operavano attraverso uno stuolo di sottodelegati, si disputavano l'ammontare delle imposte dispiegando una innumerevole quantità di conflitti di competenza, giudiziari e amministrativi, rendendo impossibile il controllo dell'intera amministrazione, la tenuta di registri contabili e il flusso costante delle entrate.
La riscossione delle imposte indirette era data in appalto ogni sei anni a lotti (ferme générale} o singolarmente (fermes particulières) e assicurava allo Stato un introito immediato sul capitale versato in cauzione dagli appaltatori (fermiérs), ma questa procedura favoriva la speculazione. Infatti, al fine di raccogliere i capitali necessari per vincere le gare di appalto il fermiér ricorreva al prestito previsto, trasformandosi in un banchiere in grado di assicurare cospicui interessi ai suoi creditori. Egli cercava quindi in ogni modo di rifarsi sul contribuente estendendo al massimo la pressione fiscale.

Guerra delle farine

Aprile 1775

GLI SCARSI RACCOLTI PROVOCANO SOMMOSSE POPOLARI CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO DEI GRANI (“GUERRA DELLE FARINE”).

Nuove riforme di Turgot

Giugno 1775 - Settembre 1775

NUOVE RIFORME DI TURGOT: RIDUZIONE DELLE SPESE DI CORTE, CONTROLLO DEI CONTRATTI DI APPALTO PER LA RISCOSSIONE DELLE TASSE, RIDUZIONE DELLE CORVÉES SIGNORILI.

Intervento dell'esercito nella Guerra delle farine

Luglio 1775

IL RE, SU CONSIGLIO DI TURGOT, ORDINA L’INTERVENTO DELL’ESERCITO PER SEDARE LA “GUERRA DELLE FARINE”.

Le riforme rimettono in moto l’economia

Ottobre 1775 - Dicembre 1775

LE RIFORME DI TURGOT RIMETTONO IN MOTO L’ECONOMIA E PERMETTONO LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO.

Rivoluzione dei Talenti

1776 - 1785

RIVOLUZIONE DEI TALENTI: LIBERTÀ DI CULTO, ISTITUZIONE DELLA PRIMA BANCA FRANCESE, ISTITUZIONE (TRASVERSALE) DI UN CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ISTRUZIONE, CREAZIONE DI UN CONSIGLIO DI IGIENE PUBBLICA.

Due nuovi editti di Turgot

Gennaio 1776

TURGOT PRESENTA DUE NUOVI EDITTI: UNO SULLA SOSTITUZIONE DELLA CORVÉE REALE CON UNA IMPOSTA FONDIARIA; L’ALTRO SULLA SOPPRESSIONE DELLE CORPORAZIONI.

Le corporazioni nell’Antico Regime:
Le corporazioni erano speciali organismi caratterizzati dall’associazione di più persone, aventi l’interesse ad esplicare in comune la loro attività per il raggiungimento di propri fini.
Ogni corporazione raggruppava parecchie professioni, più o meno direttamente collegate le une alle altre. La direzione era affidata alla Jurande, composta da alcuni maestri scelti dai loro confratelli e denominati syndics o balì. Essi duravano in carica un anno e giuravano di prestare osservanza allo statuto della corporazione e di adempiere il loro operato nell’interesse dei confratelli. Esercitavano un potere disciplinare generale su tutti i membri della corporazione ed avevano la rappresentanza processuale dell’organismo.
Ogni corporazione aveva uno statuto del lavoro e uno statuto della produzione. Il primo stabiliva gli orari di apertura delle botteghe, le ore di lavoro (generalmente dieci al giorno), i riposi festivi (frequentissimi) ed i salari. Il secondo stabiliva la qualità delle materie prime da utilizzare, il numero ed il tipo di utensili di cui servirsi, nonché la specificazione delle merci prodotte. L’osservanza di queste disposizioni era garantita dai syndics e dal pubblico, che in qualunque momento poteva denunciare la minima irregolarità.

Si levano proteste contro i nuovi editti di Turgot

Febbraio 1776

SI LEVANO PROTESTE DA PARTE DEI NOBILI PROPRIETARI TERRIERI E DEI PADRONI DELLE MANIFATTURE CITTADINE.

Il Re emana i due editti nonostante le proteste.

Marzo 1776

IL RE EMANA I DUE EDITTI NONOSTANTE LE PROTESTE.

Non vengono inviati aiuti alle colonie americane

1778

TURGOT SI OPPONE ALL’INVIO DI AIUTI MILITARI AI COLONI AMERICANI.

Nuove riforme

1780

ELIMINAZIONE DI TUTTE LE ESENZIONI DALLE TASSE
ELIMINAZIONE DELLE FEUDALITÀ
IMPOSTA FONDIARIA UNICA
ABOLIZIONE DELLA DECIMA

Feudalità:
Le feudalità erano diritti di origine medievale, indicati col nome di complexum feudale, che consistevano in rendite in denaro (soprattutto il censo o canone perpetuo), champart (prelievo di parte del raccolto), diritti sui cambiamenti di proprietà (laudemio), diritti di caccia e pesca, diritti di pascolo, monopolio signorile su mulini e frantoi (banalità), pedaggi, giustizia minore e negli ultimi resti di servitù personale (corvée personale e reale)
I diritti feudali non ricadevano né sui nobili né sugli ecclesiastici, ma interamente sul terzo stato, particolarmente sui contadini (affittuari, mezzadri, ecc.), che pur vivendo abbrutiti dal lavoro e dalla miseria più desolante, dovevano assolvere al pagamento dei tributi.
Tutti i diritti feudali erano riportati nel terrier, che era il registro in cui erano indicati tutti i documenti che attestavano i diritti appartenenti al feudo sia in proprietà che in diritti onorifici, reali, personali o misti.

Indipendenza americana ?

Ottobre 1781

ESITO DELLA BATTAGLIA DI YORKTOWN ? INDIPENDENZA AMERICANA ?

Cospirazione contro Turgot

1784

IL PARTITO DELLA REGINA ORGANIZZA UNA COSPIRAZIONE CONTRO TURGOT.

Turgot prepara la riforma amministrativa del regno

1784

TURGOT PREPARA LA RIFORMA AMMINISTRATIVA DEL REGNO, BASATA SU UN SISTEMA ARTICOLATO DI ASSEMBLEE RAPPRESENTATIVE LOCALI E GENERALI (MUNICIPALITÀ DEI DISTRETTI, DELLE PROVINCE E NAZIONALE).

L’ assetto amministrativo della Francia prima della Rivoluzione:
La Francia prima della Rivoluzione era divisa in 41 governi generali, che comprendevano 293 province e “paesi di stato”. Si chiamavano così quelle province che avevano il diritto di determinare e ripartire le proprie imposte, ed erano 7. Le altre erano divise in 33 generalità, in ognuna delle quali c’era un ufficio dei tesorieri e un intendente. I “paesi di elezione” erano quelli che avevano dei tribunali dove si giudicava in prima istanza sulle imposte. Ogni governo generale aveva un governatore generale e dei luogotenenti nelle diverse province. Tutte le città e comunità avevano un podestà e nelle grandi città c’era anche un consiglio di podestaria composto da ufficiali civili.
L’amministrazione del Regno era diretta da un Consiglio di Stato, un Consiglio reale delle finanze e del commercio, un Consiglio di spedizioni e un Gran Consiglio. Il Re era assistito in questi consigli da un cancelliere, un guarda-sigilli e da quattro altri ministri (della Casa reale, degli Affari stranieri, della Guerra e della Marina).

La proposta di riforma amministrativa di Turgot
La proposta di riforma fu formulata nel 1775 da Turgot e DuPont, ma non fu allora tradotta in pratica, né resa nota. Essa voleva realizzare un costituzionalismo razionale e discendente da un atto della volontà generale. […].
La riforma prevedeva che in ogni parrocchia si sarebbe costituita un’assemblea incaricata di raccogliere le imposte, sorvegliare lavori pubblici e pubblica assistenza. L’assemblea doveva essere composta dai proprietari immobiliari, senza distinzione di ordini, secondo la seguente quantificazione: un diritto di cittadinanza ogni 600 lire di reddito. Coloro il cui reddito fosse inferiore alla soglia prevista potevano riunirsi fino a raggiungerla per nominare un loro rappresentante con diritto di voto in assemblea. […]
Al di sopra di questo primo livello, si sarebbero create assemblee di “elezione”, con un rappresentante per ogni villaggio, paese e città, due per le città capoluogo e quattro per Parigi. Sopra ancora vi sarebbero state assemblee provinciali costituite con lo stesso criterio. Ultimo livello: “la Grande Municipalità” o “Municipalità Reale”, della quale avrebbero fatto parte un deputato per ogni assemblea provinciale e tutti i ministri. In questa sede il Re avrebbe comunicato gli impegni di spesa del governo, a cui l’assemblea avrebbe potuto aggiungere altre voci. […].
La riforma di Turgot e DuPont risolveva in un sol colpo tutti e due i problemi: quello della riforma fiscale insieme a quello del canale privilegiato per la consultazione nazionale.

Il Re non vara la nuova riforma amministrativa

30 Aprile 1784

IL RE, PER PAURA DI NUOVE COSPIRAZIONI, NON VARA LA RIFORMA DELLE MUNICIPALITÀ E REVOCA ALCUNI PROVVEDIMENTI CHE DANNEGGIANO I NOBILI.

DISPOTISMO ILLUMINATO in Francia

30 Aprile 1784

SENZA LA RIFORMA DELLE RAPPRESENTANZE LOCALI NON C’È CONDIVISIONE DEI POTERI: LA FRANCIA REALIZZA UN DISPOTISMO ILLUMINATO.

Per dispotismo illuminato, anche detto assolutismo illuminato o riformatore, si intende una tipologia di governo monarchico nella quale il sovrano attuava una serie di riforme ispirate alla cultura illuminista: la sua opera era quindi indirizzata a far trionfare i principi della ragione. Legato alla cultura illuministica fu il progetto riformatore che da parte di alcuni sovrani settecenteschi venne attuato al fine di modernizzare lo Stato (migliorandone l'efficienza amministrativa, fiscale, militare...) e di raggiungere la "felicità pubblica". Il principale propositore di questo sistema in età illuminista fu Voltaire.

Il Re decide di varare la riforma amministrativa

Maggio 1784

IL RE DECIDE DI VARARE LA RIFORMA DELLE MUNICIPALITÀ NONOSTANTE LE MANOVRE DELLA CORTE.

MONARCHIA COSTITUZIONALE in Francia

Maggio 1784

CON LA RIFORMA DELLE MUNICIPALITÀ SI REALIZZA UNA FORMA DI CONDIVISIONE DEI POTERI: LA FRANCIA DIVENTA UNA MONARCHIA COSTITUZIONALE.

La monarchia costituzionale è la forma di governo che storicamente nasce dal passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale; ha avuto origine in Inghilterra in seguito alla Gloriosa rivoluzione e al Bill of Rights del 1689.
Nella monarchia costituzionale il sovrano regna, ma ha poteri limitati e stabiliti da una costituzione.
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dal sovrano e dal Parlamento; il sovrano è anche titolare del potere esecutivo, che viene però affidato a un Governo. Al sovrano spettano inoltre poteri rappresentativi e quelli di nomina di altre cariche, come quelle della magistratura. Il monarca concorre alla prassi legislativa attraverso il potere di nomina dei membri di una delle due Camere del Parlamento (Camera alta).
Il potere giudiziario viene amministrato da un corpo di funzionari a ciò preposti, i giudici, la cui indipendenza è garantita dal sovrano; essi amministrano la giustizia in suo nome.