CASTELVECCHIO

Museo civico di Verona

Cronologia della realizzazione e successive modifiche

la fortificazione medioevale PRIMA DEL XII SECOLO

1350

Alla fine del XII secolo il sistema difensivo nell'area dove poi sorgerà il castello è costituito dalla cinta urbana comunale in cui si apriva la porta del Morbio, dal tracciato antemurale e , a cavallo del decumano, dal romano Arco dei Gavi.
All'interno delle mura sorgeva fin dal 780 la chiesetta di San Martino in A quaro, che dava il nome alla contrada.

IL CASTELLO DI CANGRANDE II DELLA SCALA

1354 - 1356

Tra il 1354 e il 1356, il signore di Verona Cangrande II della Scala, con l'aiuto di famiglie veronesi costruisce il castello, inglobando la chiesa di San Martino Aquaro, da cui prenderà il nome. Il ponte sull'Adige, ardita costruzione ingegneristica di Jacopo da Gozo e Giovanni da Ferrara, accessibile solo dall'interno della fortezza, costituisce una via di fuga verso il Tirolo, territorio alleato della signoria scaligera.

COSTRUZIONE DEL MASTIO

1376

Nel 1376 Bartolomeo e Antonio della Scala costruirono il Mastio in posizione di cerniera tra l'ala residenziale del castello e l'ingresso al ponte.

DALLA SIGNORIA VISCONTEA ALLA REPUBBLICA VENETA

1389 - 1796

Con la costruzione della cittadella fortificata durante il dominio dei Visconti, il castello viene collegato a quest'ultima con un doppio passaggio merlato.
In seguito alla nuova edificazione di castel San Felice, il castello di San Martino perde importanza nel sistema difensivo veronese e viene denominato CASTELVECCHIO,
Durante il lungo governo veneziano ( 1405-1796) il complesso mantiene l'uso militare, come caserma con annessi depositi di artiglieria e, a partire dal 1759, diventa anche sede dell'Accademia di ingegneria militare, il che comporta la costruzione di nuovi edifici nel cortile ovest.

GLI INTERVENTI NAPOLEONICI

1801 - 1806

A seguito delle pasque veronesi del 1797, le truppe napoleoniche mozzano le torri e modificano i camminamenti; inoltre viene rimosso l'Arco dei Gravi, che troverà una nuova collocazione solo nel 1932 nella piazzetta adiacente a Castelvecchio. Dopo il trattato di Luneville 1801, il Genio militare francese realizza nei lati settentrionale ed orientale della corte d'armi una caserma affacciata sull'Adige rivolta contro gli Austriaci cui era stata assegnata la riva opposta.

DOMINAZIONE AUSTRIACA

1814 - 1866

Durante la dominazione austriaca viene mantenuta la destinazione a caserma e arsenale fortificato, mentre aldilà del ponte, in Campagnola, viene costruito nel 1854-61 il nuovo arsenale Franz Josef I.

COSTRUZIONE STRADA DI COLLEGAMENTO TRA IL PONTE E LA CITTA'

1870

Dopo l'Unità di Italia, Castelvecchio diventa caserma italiana e, nel 1870, il ponte sull' Adige viene aperto e collegato alla città mediante una nuova strada.

L'INTERVENTO DI ANTONIO AVENA E FERDINANDO FORLATI

1924 - 1926

Antonio Avena, direttore dei musei, con lungimiranza pomuove il futuro sviluppo culturale e turistico: le civiche collezioni d'arte vengono trasferite da palazzo Pompei a Castelvecchio.
L'intero complesso viene in quegli anni restaurato dallo stesso Avena e da Ferdinando Forlati con soluzioni "in stile", ricostruttive dell'atmosfera medioevale.

CARLO SCARPA E LICISCO MAGAGNATO: RESTAURO E RIALLESTIMENTO GENERALE DEL MUSEO

1956 - 1964

Dopo la seconda guerra mondiale, il ponte e l'ala di sala Boggian del museo, gravemente danneggiato dai bombardamenti, vengono ricostruite com'erano e dove erano a cura della Sovrintendenza ai Monumenti.
nel 1955 il nuovo direttore dei musei Licisco Magagnato incarica l'architetto Carlo Scarpa, specialista museologico, del restauro del castello e dell'allestimento. Durante i lavori emergono: i resti della chiesa di San Martino, il fossato interno, la porta del Morbio.
La collocazione della statua equestre di Cangrande I della Scala, proveniente dalle Arche scaligere, è uno dei temi portanti dell' intero progetto, risolto brillantemente in un contesto architettonico unico.