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Crociate

Approx. 1079

Il termine crociata è attribuito primariameante a una serie di guerre religiose promosse dalla Chiesa combattute tra L'undicesimo e tredicesimo secolo. Le più note sono le campagne avvenute nel vicino oriente volte a riconquistare la Terra Santa dal dominio islamico. Il termine è usato anche per definire altre campagne volute dalla Chiesa per una serie di motivi diversi, tra cui sopprimere il paganesimo e i movimenti eretici, risolvere i conflitti tra i gruppi cattolici rivali o per ottenere vantaggi politici e territoriali.

Precrociata

1080 - 1096

Crociata popolare non ufficiale, detta anche “dei pezzenti" o “dei poveri” in cui un certo numero di contadini, guidati da Pietro l'Eremita, compirono massacri tra la popolazione ebraica in Europa prima di arrivare in Anatolia dove vennero pesantemente sconfitti dai musulmani.

Prima crociata

1096 - 1099

Fu la prima di una serie di crociate che tentarono di conquistare la Terra Santa, invocata da Papa Urbano || nel corso di un sermone tenuto durante il concilio di Clermont nel 1095. Essa iniziò come un vasto pellegrinaggio della cristianità occidentale e finì come una spedizione militare dell'Europa cattolica romana per rinconquistare i luoghi santi del vicino oriente caduti sotto il controllo dei musulmani durante la precedente espansione islamica avvenuta tra il 632 e il 661. La crociata terminò nel 1099 con la presa di Gerusalemme.

L'idea della crociata ebbe origine dall'appello dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno che rivolse un appello all'occidente affinché lo potessero aiutare a respingere gli invasori turchi Selgiuchidi che avanzavano in Anatolia. Come risposta, Urbano II convocò il Concilio di Clermont e, il 25 novembre, dichiarò ufficialmente la crociata. Un obiettivo aggiuntivo divenne in seguito l'obiettivo principale della spedizione: la riconquista cristiana della città sacra di Gerusalemme la liberazione dei cristiani orientali dal dominio musulmano.

Seconda Crociata

1145 - 1149

La seconda crociata (1145-1149) fu la più imponente spedizione crociata, successiva a quella del 1096, condotta dall'Europa contro l'Islam. Fu la diretta conseguenza della caduta della contea di Edessa avvenuta nel dicembre del 1144, ad opera dell'atabeg Zengī (arabo ‘Imād al-Dīn Zengi) di Aleppo e Mosul - che, con la città anatolico-mesopotamica di Harrān, costituiva la regione che gli Arabi chiamavano Jazira (letteralmente "l'isola") - solo nominalmente dipendente dai Selgiuchidi e, ancor più simbolicamente, dal Califfo abbaside. La contea di Edessa venne fondata durante la prima crociata (1096-1099) dal re Baldovino di Boulogne nel 1098 come primo stato crociato e fu anche il primo a cadere.
La seconda crociata venne annunciata da papa Eugenio III e fu la prima ad essere guidata da regnanti europei, ovvero Luigi VII di Francia e Corrado III di Svevia, coadiuvati da numerosi altri nobili. Gli eserciti dei due re marciarono separatamente per tutta l'Europa e, dopo aver attraversato il territorio bizantino in Anatolia, vennero entrambi sconfitti dai turchi Selgiudichi. La principale fonte storiografica cristiana occidentale, rappresentata dalle cronache di Odo di Deuil, e le fonti cristiane siriache, raccontano che l'imperatore bizantino Manuele I Comneno operò segretamente per ostacolare l'avanzata dei crociati, in particolare durante il loro passaggio in Anatolia, dove si ritiene che abbia deliberatamente ordinato ai Turchi di attaccarli. Luigi VII e Corrado III, con i resti dei loro eserciti in rotta, raggiunsero Gerusalemme e, nel 1148, si lanciarono in uno sconsiderato attacco a Damasco. La crociata si concluse così con il completo fallimento dei cristiani e con il rafforzamento dei musulmani, un epilogo che contribuì alla caduta di Gerusalemme, che avvenne circa quarant'anni più tardi, e alla conseguente proclamazione della Terza Crociata alla fine del XII secolo.
L'unico successo cristiano arrivato nel contesto della seconda crociata si ebbe da un esercito di 13.000 confratelli fiamminghi, frisoni, normanni, inglesi, scozzesi e tedeschi che, nel 1147, viaggiando dall'Inghilterra in nave verso la Terra Santa, si fermarono ad aiutare il piccolo esercito (circa 7.000 soldati) portoghese nella conquista di Lisbona riuscendo a scacciare i suoi occupanti moreschi.

Terza Crociata

1189 - 1192

La Terza Crociata (1189-1192), conosciuta anche come "Crociata dei Re", fu un tentativo, da parte di vari sovrani europei, di riconquistare Gerusalemme e quanto perduto della Terrasanta al Saladino (Ṣalāḥ ad-Dīn Yūsuf ibn Ayyūb). La campagna militare portò i crociati a riprendere il controllo di importanti città come Acri e Giaffa e a fermare l'espansione dei musulmani, tuttavia non riuscirono nell'intento di conquistare la città santa di Gerusalemme che era l'obiettivo emotivo e spirituale della spedizione.
Dopo il fallimento della Seconda Crociata, la dinastia musulmana Zengide, che controllava una Siria unificata, era impegnata in un conflitto con i sovrani fatimidi dell'Egitto. Il condottiero curdo Saladino riuscì ad unificare le due fazioni, siriana ed egiziana, sotto il suo comando e forte di questa unione si scagliò contro gli stati crociati riuscendo a catturare Gerusalemme nel 1187. Spronati dallo zelo religioso, il re Enrico II d'Inghilterra e il re Filippo II di Francia (noto come Filippo Augusto) misero fine al conflitto che li vedeva opposti per impegnarsi a condurre una nuova crociata. Prima che l'impresa avesse avuto inizio, la morte di Enrico avvenuta nel 1189, portò il passaggio del comando del contingente inglese al suo successore, re Riccardo I d'Inghilterra (noto come Riccardo Cuor di Leone, in francese Cœur de Lion). Anche l'anziano imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa rispose alla chiamata alle armi mettendosi alla guida di un possente esercito. Tuttavia Federico affogò mentre tentava di guadare il fiume Göksu, in Asia minore, il 10 giugno 1190 prima di raggiungere la Terra Santa. La sua morte causò un tremendo dolore tra i crociati tedeschi, la cui maggioranza abbandonò l'impresa e fece ritorno nelle proprie terre.
Dopo che i crociati riuscirono a cacciare i musulmani da Acri, Filippo Augusto, insieme al successore di Federico Leopoldo V di Babenberg (noto come Leopoldo il virtuoso), lasciò la Terra Santa nell'agosto del 1191. Il 2 settembre 1192, dopo diversi scontri, Riccardo d'Inghilterra e Saladino stipularono un trattato in cui veniva garantito il controllo musulmano sulla città di Gerusalemme ma, allo stesso tempo, veniva permesso ai pellegrini e ai mercanti cristiani disarmati di visitare la città. Raggiunto questo risultato, Riccardo lasciò la Terra Santa il 9 ottobre. I successi della Terza Crociata permisero ai crociati di mantenere il controllo di diversi territori a Cipro e sulla costa siriana, tuttavia il fallimento nella riconquista di Gerusalemme ebbe come conseguenza la preparazione della Quarta Crociata.

Quarta crociata

1202 - 1204

La quarta crociata fu indetta da papa Innocenzo III all'indomani della propria elezione al soglio pontificio nel 1198. Doveva essere diretta contro i musulmani in Terra santa, ma in realtà si risolse nel saccheggio di Costantinopoli da parte dell'esercito crociato, portando alla spartizione dell'Impero bizantino e alla costituzione da parte dei crociati dell'Impero Latino. Nella prima enciclica di Innocenzo III, dell'agosto 1198, la liberazione di Gerusalemme era vista come necessaria, ma questo obiettivo non fu raggiunto e solo una piccola parte di crociati raggiunse la Terrasanta.

Quinta crociata

1217 - 1221

La quinta crociata fu indetta da papa Onorio III e coinvolse eserciti franchi, ungheresi, ciprioti e austriaci in una campagna militare che ebbe luogo in Palestina ed Egitto fra il 1217 e il 1221. Sebbene lo scopo della crociata fosse di prendere la città di Gerusalemme, il conflitto si spostò in Egitto per occupare un porto importante da scambiare con territori in Terrasanta. La crociata si risolse con la presa di Damietta, ma dissidi all'interno del campo crociato e l'intransigenza del legato papale Pelagio portarono la spedizione all'insuccesso.

Sesta crociata

1228 - 1229

La sesta crociata ebbe luogo tra il 1228 e il 1229 ed ebbe come assoluto protagonista Federico II di Svevia e di Sicilia. Fu l'unica crociata pacifica, risolta per vie diplomatiche, evitando lo scontro militare. A dispetto di ciò, fu anche quella che ottenne le maggiori conquiste territoriali per lo schieramento crociato. Dopo il fallimento della quinta crociata, l'imperatore Federico II fu esortato da Onorio III a guidare una crociata in Terrasanta (come promesso al pontefice dopo la sua incoronazione nel 1220), ma, per motivi politici ne aveva più volte ritardato l'inizio. Nel 1223 Federico rinnova il voto fatto, ma rimanda la partenza per problemi sorti nei suoi territori siciliani. Il papa è sempre convinto che per poter vincere gli islamici e riconquistare Gerusalemme è fondamentale che a capo della spedizione vi sia l'imperatore. Per convincere ed esortare Federico all'impresa, il papa nel novembre del 1225 riesce a combinare il matrimonio dell'imperatore con Isabella, figlia di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme. Ma quando nel 1227, a causa di una malattia, fu costretto a rimandare la crociata ancora una volta, venne scomunicato da papa Gregorio IX. Ciononostante, l'anno successivo, Federico si recò a Gerusalemme, mentre il Papa lo definiva “Anticristo”.

Settima crociata

1243 - 1254

La settima crociata si svolse fra il 1248 e il 1254. La situazione vicino-orientale era all'epoca caratterizzata dalla sempre più massiccia avanzata dei Mongoli di Gengis Khan che, nella loro progressione verso occidente, avevano investito con tutta la loro forza il potente regno del Khwārezm, distruggendo nel 1219 quanto era stato creato dalla dinastia dei Khwārezmshāh.

Ottava crociata

1270 - 1274

L'ottava crociata fu diretta contro i domini musulmani in Africa settentrionale. Fu guidata da re Luigi IX, sotto pressione di papa Clemente IV. Il re francese riprese la croce il 24 marzo 1267, anche se ben pochi imitarono il suo gesto, tra questi suo fratello Carlo I d'Angiò, Giacomo I d'Aragona e Enrico III d'Inghilterra.
L'obiettivo della crociata non fu Gerusalemme o l'Egitto, ma Tunisi; Lo scopo dichiarato della spedizione sarebbe stata la conversione forzata dei regnanti di Tunisi per far sì che essi si alleassero con i Franchi nella guerra contro i Mamelucchi di Baybars, attaccandone i loro confini occidentali, confinanti coi domini hafsidi di Muhammad I al-Mustansir.
Nel luglio del 1270 l'esercito francese partì in gran parte da Aigues Mortes e da Marsiglia mentre il sovrano partì su una nave della Repubblica di Noli; i diversi contingenti fecero tappa in Sardegna e proprio a Cagliari il re rese ufficialmente noto al suo esercito che l'obiettivo sarebbe stato Tunisi. Il re sbarcò a Cartagine e iniziò a porre sotto assedio Tunisi, in attesa dell'arrivo del fratello Carlo d'Angiò e degli inglesi; ma l'assedio si prolungò molto e la peste e la dissenteria decimarono l'esercito, e uccisero prima il secondogenito del re, Giovanni Tristano, e poi il 25 agosto lo stesso re. Carlo d'Angiò prima di tornare in Sicilia con i resti della sua spedizione, concluse un trattato con il Califfo musulmano di Tunisi, grazie al quale otteneva il possesso di Malta e di Pantelleria.