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LE CROCIATE.

1096 - 1274

Il termine "crociata" venne elaborato del Duecento e nacque dall'espressione "cruce signati", cioè "segnati dalla croce", quindi crociati. Questi invidui portavano una croce di stoffa cucita sull'abito, sulla bisaccia, sugli scudi o su altri elementi del loro abbigliamento. Con il termine crociata si intende la serie di otto spedizioni militari e coloniali combattute, nei secoli XI-XIII, fra i regni e principati cristiani e le truppe musulmane. Queste erano propagandate dal clero come iniziative religiose per la conquista e il possesso di Gerusalemme e la Terra Santa.

La prima crociata e la crociata dei pezzenti.

1096 - 1099

Dopo l'appello di Urbano II una gran moltitudine tra poveri, donne e bambini si radunò intorno a Pietro l'Eremita, un predicatore itinerante, dando il via ad una spedizione nota come "crociata dei pezzenti".
La prima crociata vera e propria si ebbe nel 1096, guidata dal legato pontificio Ademaro di Monteil, composta da contingenti armati costituiti soprattutto dalla nobiltà francese e normanna. Tra essi ricordiamo: il duca di Lorena Goffredo di Buglione e Tangredi di Altavilla. I crociati conquistarono Nicea e Antiochia. Nel giugno 1099 i crociati conquistarono Gerusalemme, dove si abbandonarono ad una serie di efferatezze. L'impero bizantino guardò con diffidenza la prima crociata, considerando i crociati come falsi pellegrini avidi di conquiste.
I crociati non restituirono all'imperatore bizantino le terre conquistate, ma costituirono diversi regni, tra cui ricordiamo il regno di Gerusalemme, assegnato a Goffredo di Buglione. Questi regni rimasero indipendenti tra di loro e divisi da rivalità. Ci furono conseguenze economico commerciali: la Terrasanta e il Vicino Oriente divennero meta di pellegrini, molti dei quali si stanziavano in quei territori favorendo mescolanze culturali e linguistiche.

La seconda crociata.

1148 - 1151

Ad un certo punto i musulmani passarono al contrattacco: uno dei domini cristiani, la contea di Edessa, cadde. Papa Eugenio III bandì allora la seconda crociata (1147-1149), a cui parteciparono l'imperatore Corrado III, il re di Francia Luigi VI e Ruggero II di Sicilia. La chiesa cattolica convinse l'imperatore tedesco e francese a muovere guerra contro i Turchi. Ma essi furono decimati da epidemie e sterminati dai Turchi a Damasco.

La terza crociata.

1189 - 1192

Il mondo arabo nel frattempo si riorganizzò sotto il sultato di Siria ed Egitto, il Saladino, riconquistando Gerusalemme. Dall'Europa partì allora la III crociata con l'imperatore Federico Barbarossa (che morì annegando in un fiume della Cilicia), il re francese Filippo Augusto e il re inglese Riccardo Cuor di Leone. Nonostante le numerose vittorie dei cristiani Gerusalemme rimase in mano ai musulmani e nel 1192 Riccardo Cuor di Leone dovette stipulare una tregua con il sultano, affinché i pellegrini potessero recarsi a Gerusalemme senza problemi.

La quarta crociata.

1202 - 1204

Con Innocenzo III prende il via la IV crociata, a cui parteciparono i grandi feudatari di Francia, Germania e Italia. I crociati si riunirono a Venezia e ottenuta Zara, si diressero verso Costantinopoli, con Innocenzo III, con il pretesto di intervenire in favore dell'imperatore Alessio, ingiustamente deposto. La città fu presa e saccheggiata e venne costituito l'impero latino d'Oriente, che durò circa 50 anni. Da questa crociata Venezia ricavò vantaggi economici e territoriali.

La quinta crociata.

1217 - 1221

La quinta crociata venne promossa dal papato che mostrava di non voler rinunciare affatto all'idea di recuperare alla cristianità Gerusalemme e gli altri luoghi santi della Palestina. Il suo obiettivo era la conquista dell'Egitto ma tale progetto fallì a causa dei contrasti interni nel movimento crociato. Dopo pochi anni l'imperatore Federico II conquistò Gerusalemme ma poco dopo ricadde in mani musulmane.

La sesta crociata.

1228 - 1229

Con la sesta crociata l'imperatore Federico II raggiunse un accordo diplomatico con il sultano d'Egitto, che cedette Gerusalemme ai crociati, ma la città tornò in mano ai musulmani nel 1244.

La settima crociata.

1248 - 1254

Luigi IX di Francia aveva già fatto voto di prendere la croce durante una grave malattia, prima ancora della caduta di Gerusalemme. Dopo il 1245 iniziò a reclutare soldati ed invitò i suoi fratelli e gli altri principi con i loro vassalli a farsi crociati e a partire per l'Outremer. Cercò, inoltre, di convincere anche gli altri sovrani occidentali, ma con scarsi risultati: solo Enrico III di Inghilterra permise che la crociata fosse predicata nel suo regno e alla fine permise che 200 cavalieri vi si unissero solo nel 1249. Luigi cercò anche di rappacificare papa ed imperatore, ma nessuno dei due fu disposto ad inviare truppe, per cui questa crociata rimase totalmente francese.

L'ottava crociata.

1270 - 1274

L'ottava crociata fu diretta contro i domini musulmani in Africa settentrionale. Fu guidata da re Luigi IX, sotto pressione di papa Clemente IV.
L'obiettivo della crociata non fu Gerusalemme o l'Egitto, ma Tunisi; Lo scopo dichiarato della spedizione sarebbe stata la conversione forzata dei regnanti di Tunisi per far sì che essi si alleassero con i Franchi nella guerra contro i Mamelucchi di Baybars, attaccandone i loro confini occidentali.
Nel luglio del 1270 l'esercito francese partì in gran parte da Aigues Mortes, i diversi contingenti fecero tappa in Sardegna e proprio a Cagliari il re rese ufficialmente noto al suo esercito che l'obiettivo sarebbe stato Tunisi. Il re sbarcò a Cartagine e iniziò a porre sotto assedio Tunisi, in attesa dell'arrivo del fratello Carlo d'Angiò e degli inglesi; ma l'assedio si prolungò molto e la peste e la dissenteria decimarono l'esercito, e uccisero prima il secondogenito del re, Giovanni Tristano, e poi il 25 agosto lo stesso re. Carlo d'Angiò prima di tornare in Sicilia con i resti della sua spedizione, concluse un trattato con il Califfo musulmano di Tunisi, grazie al quale otteneva il possesso di Malta e di Pantelleria.